IMPARARE A PENSARE

Il giocattolo più grande di cui disponiamo è la mente”, ha scritto Lucio Lombardo Radice, matematico, pedagogista, e prima ancora, uomo e cittadino democratico. La capacità di comunicare, fare calcoli, stabilire legami, prendere decisioni, immaginare, progettare… è ciò che più ci caratterizza come esseri umani. Possiamo riassumere queste diverse dimensioni della capacità di pensare. 

Il pensiero nasce insieme al linguaggio; via via che acquisiscono la lingua materna, i bambini cominciano a elaborare un’idea del mondo intorno a loro (poiché in ogni lingua, scriveva Antonio Gramsci, “è insita una visione del mondo”): riconoscono relazioni e connessioni tra gli oggetti, fra sé stessi e altri, adulti e pari, fra eventi che accadono in successione. Attraverso il movimento, il gioco, l’interazione con gli altri, i bambini pongono le basi del pensiero, i concetti dello spazio, del tempo, delle relazioni causali.

Educare vuol dire “tirar fuori” la straordinaria potenza della mente che cresce e si sviluppa, un processo che sarà tanto più fruttuoso quanto più gli insegnanti sapranno usare e sfruttare le modalità, il gioco e l’esperienza diretta, attraverso le quali i bambini, fin dalla nascita, hanno costruito un grande bagaglio di conoscenze e competenze.

Coinvolgimento, gioco, sfida, esperienza diretta sono dunque elementi indispensabili per attivare il pensiero. Sta alla scuola offrire contesti e opportunità affinché gli allievi possano continuare a costruire apprendimenti significativi e acquisire competenze.

 

Titoli dei webinar del pacchetto Imparare a pensare:

- I bambini e il pensare filosofico

- I problemi

- Coding: il pensiero computazionale a scuola

 

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